Home Blog Osservatorio Giurisprudenza Amministrativa: T.A.R. Liguria, Sez. II, Sentenza 10 gennaio 2014, n. 66 – Pres. Caruso – Est. Goso.
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T.A.R. Liguria, Sez. II, Sentenza 10 gennaio 2014, n. 66 – Pres. Caruso – Est. Goso.

Contributi – diniego erogazione contributo già provvisoriamente assentito – riparto giurisdizione.

Il riparto di giurisdizione tra Giudice Ordinario e Giudice Amministrativo, in base alle indicazioni fornite dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con la Sentenza n. 17 del 29 luglio 2013, deve essere attuato distinguendo le ipotesi in cui il contributo o la sovvenzione è riconosciuto direttamente dalla legge (e alla Pubblica Amministrazione è demandato esclusivamente il controllo in ordine all’effettiva sussistenza dei presupposti puntualmente indicati dalla legge stessa), da quelle in cui la legge attribuisce invece alla Pubblica amministrazione il potere di riconoscere l’ausilio previa valutazione comparativa degli interessi pubblici e privati in relazione all’interesse pubblico primario, appezzando discrezionalmente l’an, il quid ed il quomodo dell’erogazione.
Pertanto, la controversia avente ad oggetto la revoca del finanziamento appartiene alla giurisdizione del Giudice amministrativo, laddove il provvedimento non discende dall’accertato venir meno di un presupposto previsto in modo puntuale dalla legge, ma consegue alla formulazione di valutazioni discrezionali rispetto alle quali il privato vanta una posizione di interesse legittimo. (1)
Nella fattispecie in esame, è pacifico che le circostanze determinanti la contestata revoca sono emerse dopo l’adozione del provvedimento che aveva attribuito il beneficio, non per vizi riconducibili a tale provvedimento, ma per ragioni inerenti alla valutazione della rendicontazione finale, riguardanti l’idoneità della documentazione presentata a comprova della regolare realizzazione dell’intervento.
Di talché la revoca deriva dall’esercizio di un potere discrezionale in relazione al quale la posizione del privato è di interesse legittimo e la giurisdizione appartiene al Giudice Amministrativo. (2)

(1) A tale proposito appare di evidente interesse rilevare come la resistente difesa (I.N.A.I.L.) abbia addotto che, trattandosi di una controversia insorta in relazione ad un provvedimento adottato nella fase di verifica delle modalità di utilizzazione del contributo, nella quale la posizione del privato ha consistenza di diritto soggettivo alla conservazione del finanziamento assentito, la cognizione giurisdizionale apparterrebbe al Giudice ordinario.
Tale impostazione rifletterebbe il tradizionale orientamento della Giurisprudenza amministrativa (fatto proprio, anche nel recente passato, dalla seconda Sezione del T.A.R. Liguria: cfr. sentenze n. 352 del 21 febbraio 2013 e n. 656 del 12 aprile 2013), secondo il quale và ravvisata l’esistenza di una situazione di interesse legittimo, tale da radicare la giurisdizione del Giudice amministrativo nei casi in cui la controversia riguardi una fase procedimentale antecedente l’attribuzione del beneficio, ovvero se il provvedimento venga annullato o revocato per vizi di legittimità o di contrasto iniziale con il pubblico interesse.
Qualora la controversia insorga in relazione alla fase di erogazione o di ritiro del finanziamento, sulla scorta di un irregolare utilizzazione del contributo o di un inadempimento delle obbligazioni assunte a fronte della sua erogazione, la giurisdizione è radicata innanzi al Giudice ordinario, anche se si faccia questione di atti denominati revoca o decadenza.
La questione, deve tuttavia essere parzialmente rimeditata alla luce delle indicazioni formulate dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con la Sentenza n. 17 del 29 luglio 2013.
Con la cennata pronuncia l’Adunanza Plenaria ha precisato che, nella materia de qua, il riparto di giurisdizione tra Giudice ordinario e Giudice amministrativo deve essere attuato distinguendo le ipotesi in cui il contributo o la sovvenzione è riconosciuto direttamente dalla legge (e alla Pubblica Amministrazione è demandato esclusivamente il controllo in ordine all’effettiva sussistenza dei presupposti puntualmente indicati dalla legge stessa), da quelle in cui la legge attribuisce invece alla Pubblica amministrazione il potere di riconoscere l’ausilio previa valutazione comparativa degli interessi pubblici e privati in relazione all’interesse pubblico primario, appezzando discrezionalmente l’an, il quid ed il quomodo dell’erogazione.
(2) Nel merito, il provvedimento impugnato è infatti motivato con riferimento alla mancata produzione di taluni documenti, ritenuti necessari per comprovare la regolarità e tempestività dell’intervento nonché l’acquisto di due macchinari diversi ma equivalenti da quelli preventivati.

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